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19 maggio 2011

Moggi risponde a Moratti – Le parole di Massimo Moratti a ‘Le Jene Show’, riportate con la consueta solerzia da gazzetta.it non potevano non provocare la reazione di Luciano Moggi che, intervenuto a ‘Radio Sportiva’, ha commentato: "Ritengo che Moratti non sia in grado di dire se il calcio è migliore o peggiore, è una persona che ha approfittato di Calciopoli per diventare grande". E ancor di più lo stimola il tema intercettazioni, su cui è drastico e reciso: "Al processo Telecom io sono parte lesa e chiederò i danni, il presidente di Telecom era Tronchetti Provera, Moratti era nel Consiglio di Telecom, non c´è altro da dire sulle intercettazioni. L´Inter non era intercettata, Telecom era loro... Vorrei che Moratti stesse zitto, anche per la questione dei passaporti falsi. Hanno utilizzato Nucini per due anni, roba da retrocessione immediata. Il processo sportivo ha detto che non c´erano illeciti da parte della Juve, questa è la verità. Non voglio passare sopra le persone, ma voglio difendermi". Anche perché su di lui, e sulla Juve, sono passati, e passano, in tanti, in troppi, senza ritegno. Dalla Juve solo silenzio: in fondo 'questa' Juve a Moratti piace, e il passato... beh tutti dicono di metterci una pietra sopra...
Ma Moggi parla anche di Juve e vedere Antonio Conte sulla panchina bianconera lo troverebbe consenziente: “La Juventus aveva fatto una squadra modesta, lo avevo detto all’inizio del campionato. Il problema è che bisogna conoscere i giocatori, non serve essere indovini. Per quanto riguarda il prossimo campionato, dico che la mossa di prendere Antonio Conte è una buona mossa, Conte è uno juventino, ha nel dna la voglia di vincere. Ha conquistato due promozioni dalla B alla A, questo è già importante. già come giocatore, Conte era un allenatore in campo. Conte può far iniziare un nuovo ciclo: deve sfruttare il fatto che la Juventus non farà alcuna coppa, deve ripristinare il gruppo durante la settimana". Problema centrocampo: un sì deciso per Marchisio, l’unico da salvare in mezzo al campo: “Io cambierei tutto il centrocampo, terrei solo Marchisio ma gli darei una identità precisa, non ha trovato i compagni giusti per crescere. Aquilani non ha dimostrato di valere, Melo sarebbe da cancellare dalla squadra, con Melo non si può costruire il centrocampo".  E aggiunge: “Non voglio fare nomi. Con 2-3 giocatori di qualità, già quest´anno la Juve poteva fare meglio, evidentemente hanno una teoria diversa da quella che avevamo noi... Nella squadra che avevo io Mutu e Trezeguet facevano la panchina, è giusto poi che Del Piero venga confermato ma del resto confermerei solo Matri. Amauri? Non è scarso come dicono, se gli togli il gioco sulla fasce togli tutto...". Non è d’accordo con l’acquisto di Pirlo e lo dice apertamente: "Per me sarebbe un acquisto sbagliato, fisicamente non sta bene, ha già 32 anni, se costruisci un gruppo nuovo con giocatori di 32 anni sbagli in partenza. Non voglio dire che Pirlo non ha qualità, dico che questo Pirlo non è quello del passato".

 

14/04/2011

Dall'esposto presentato da Christian Vieri alla Procura federale

... Sui gravissimi profili di responsabilità disciplinare nonché di probità, lealtà e correttezza sportiva.
Sulla violazione palese dell'art. 1 da parte di Fc Internazionale e del suo presidente e dei suoi dirigenti.
Sulla inevitabile e doverosa applicazioni delle sanzioni previste e punite dagli artt. 18 e 19.


In conclusione appare provata la violazione dell'art. 1 con la conseguente applicazione delle sanzioni degli articoli 18 e 19 del Codice di Giustizia Sportiva.
Gli illeciti si sono protratti nel 2000 - 2001 e 2004.
I soggetti coinvolti comunque sono tutti riferiti alla F.C. Internazionale.
Il Dott. Moratti presidente, il Dott. Ghelfi ex presidente, il Dott. Buora ex vice presidente, il Dott. Marco Tronchetti Provera consigliere di amministrazione dell'Inter, Presidente di Pirelli (sponsor dell'Inter) e presidente di Telecom (la cui struttura permetteva la raccolta illegale del traffico telefonico di Vieri).
Del tutto irrilevante nel caso di specie, anche per i motivi già indicati nell'esposto depositato il 23/03/2010 è la questione attinente la prescrizione, essendo la stessa inesistente.

In ogni caso si precisa che il provvedimento di assegnazione dello scudetto 2006 fu fatta con atto discrezionale del soggetto (Guido Rossi) che ricopriva in quel momento poteri spettanti ex lege al Consiglio Federale e come tale non sottoposto ad alcun termine prescrittivo.

Invero paiono gravissimi i profili di responsabilità disciplinare ravvisabili in capo alla F.C. Internazionale, al Dott. Moratti e al Dott. Ghelfi, per i comportamenti descritti e comprovati dalle testimonianze giudiziali de quo.
E' grave e palese nel caso di specie la violazione dell'art. 1 del Codice di Giustizia Sportiva.
E' palese il legame tra F.C. Internazionale e Telecom anche per il tramite che ricopriva cariche in entrambe le società ovvero il Dott. Marco Tronchetti Provera.
E' palese ed evidente la violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità da parte dei suddetti soggetti.
E' necessaria l'applicazione di sanzioni e deferimenti nei confronti dei soggetti medesimi nonché la prevista revoca dello scudetto de quo.
Nel caso di specie si deve parlare di violazioni normative gravissime stante la natura illecita dell'attività svolta a discapito e a danno illegittimo dell'ex calciatore dell'Inter Sig. Vieri.
I fatti descritti sono comprovati dalla documentazione prodotta e dalle deposizioni dei testimoni de quo.


Si chiede pertanto che in occasione dell'audizione fissata per il giorno 31/03/2011 nei confronti del Sig. Massimo Moratti codesto l'Ill.mo Procuratore voglia interrogare lo stesso su fatti di cui ai fatti evidenziati nel presente e nei precedenti atti del sig. Christian Vieri, al fine di adottare i provvedimenti disciplinari come tali previsti dal Codice di Giustizia Sportiva.
Si insiste altresì per l'acquisizione in questo fascicolo delle dichiarazioni svolte dal dott. Moratti e dei documenti depositati avanti il Dott. Borrelli nel fascicolo a suo tempo pendente avanti codesto Procuratore e/o all'uffico Indagini, sempre attinente al precedente esposto presentato dal Sig. Christian Vieri.
Si insiste altresì per l'accoglimento delle già rassegnate conclusioni.
Con osservanza.
Milano, lì 15/03/20 11

 

14/04/2011

Beha: Perché Moratti non ci dice tutta  la verità su Calciopoli? - “Moratti farebbe bene a non pensare che tutti ce l’abbiano con l’Inter, che tutti pensino: ‘Ah siamo stufi delle vittorie dell’Inter’, è odio sportivo che è nella norma, naturalmente quello che riguarda il più forte, il più vincente. Farebbe bene invece a dirci tutto quello che sa su Calciopoli e quello che ancora deve venir fuori dal processo di Napoli, processo di Napoli che rischia la ricusazione del presidente Casoria e quindi l’eventuale prescrizione. Io mi auguro che non vada a finire, perché quello che ci hanno raccontato di Calciopoli (o Farsopoli come qualcuno la chiama) è davvero poco. Sappiamo solo una minima parte della verità che somiglia molto ad una montatura. Questo vuol dire che il calcio è pulito? No, anzi è sempre più sporco, sempre più sporco significa che il fatto che ormai quasi cinque anni fa sia saltato Moggi non vuol dire che si sia ripulito il calcio; le pulizie pasquali dovrebbero avere ben altre scope per cercare di ripulire il calcio e quindi si è usato Moggi come capro espiatorio. Diciamola tutta: un santo Moggi? No, per carità. Ma un capro espiatorio sì. Io vorrei sapere tutto di quel che riguarda davvero l’Inter, il Milan e le altre squadre”.

 

27 gennaio 2011

TORINO, 27 gennaio - L’antipasto è stato servito l’altro ieri da Pavel Nedved, che da Roma ha risposto alle provocazioni di Massimo Moratti sui fatti di Calciopoli («E’ stata una grande truffa. Adesso si è capito perché spendevo tanto, ma l’Inter non vinceva mai» le parole del presidente nerazzurro; «Quella Juve poteva battere chiunque, anche i campioni del mondo» la replica del campione ceco, ora consigliere del Cda bianconero). Adesso, dopo l’antipasto, si è in attesa di un primo corposo che verrà sfornato dal presidente Andrea Agnelli. Perché la riunione indetta con urgenza ieri mattina alla Exor, alla quale hanno partecipato i due cugini (Agnelli, appunto, e John Elkann, azionista di riferimento della Juventus), insieme con gli avvocati Michele Briamonte e Luigi Chiappero, è stata voluta proprio per stabilire linee e strategie con cui controbattere al presidente dell’Inter.

COLPO SU COLPO
La Juventus non ha più intenzione di stare zitta: dopo quattro anni di toni pacati, l’avvento al vertice del club di un Agnelli ha prodotto un cambiamento della politica mediatica. Occorre rispondere colpo su colpo agli attacchi, come già è successo quest’estate quando Moratti disse che era meglio essere multietnici piuttosto che comprare le partite e i due cugini lo bacchettarono («Non ha mai saputo perdere e non ha ancora imparato a vincere...»). Non solo. Bisogna impedire a Moratti di continuare la sua campagna populista di una Juve che ruba mentre tutti gli altri club sono puliti. E allora anche stavolta la replica non si farà attendere, a dispetto dei rapporti cordiali tra i due presidenti. Quello nerazzurro, infatti, non perde occasione per sottolineare la simpatia e il rispetto verso la nuova dirigenza bianconera, a differenza di quello che provava per la vecchia, ovvero Giraudo e Moggi, senza ricordare che proprio l’ex ad bianconero viene considerato da Andrea suo padre putativo.

VANTAGGI E SILENZI
E proprio Agnelli ricorderà invece a Moratti che l’Inter è stata avvantaggiata da Calciopoli perché ha ottenuto uno scudetto in maniera quantomeno insolita, e ora oggetto di una indagine sulla base dei nuovi fatti emersi dal processo di Napoli che hanno offuscato quella illibatezza sbandierata nel 2006. In quell’estate, poi, i nerazzurri hanno potuto condurre una campagna acquisti a prezzo di saldo, portando a Milano Ibrahimovic e Viera, “sfamandosi” coi resti della Juventus. E da lì è iniziato il ciclo vincente dell’Inter: è facile primeggiare quando viene indebolita l’avversaria più pericolosa, quella che negli anni precedenti era riuscita sempre ad arrivare davanti perché «la più forte». Ma Agnelli potrebbe attualizzare il suo intervento chiedendo a Moratti il suo pensiero sulle telefonate intercettate che coinvolgono lo stesso presidente nerazzurro e Giacinto Facchetti: colloqui “imbarazzanti”, in cui i vertici nerazzurri hanno comportamenti assimilabili a quelli bianconeri, costate però molto care soltanto alla Juventus.

I PALAZZI DEL POTERE
E se il presidente della Juventus alza la voce, il destinatario potrebbe essere non soltanto Moratti. Agnelli è molto deluso anche dalla Federazione per la lentezza con cui Stefano Palazzi porta avanti l’inchiesta sportiva su Calciopoli 2: a nove mesi dall’esposto presentato dal club bianconero, il procuratore si è limitato ad ascoltare, a dicembre, alcuni testimoni. Il segnale che la Juventus pesa ancora poco a livello politico, una condizione che Andrea intende ribaltare attraverso un proficuo lavoro all’interno delle istituzioni e un certosino lavoro mediatico creando un movimento d’opinione. E se i frutti non dovessero arrivare in breve, anche se il presidente Giancarlo Abete ha assicurato che entro giugno l’inchiesta sarà conclusa, non è detto che Agnelli lanci un ultimatum alla Federcalcio: una diffida ufficiale per ribadire che la Juventus non si farà mettere ulteriormente i piedi in testa. Da Calciopoli a oggi sono emersi molti fatti nuovi che permettono di dare un’interpretazione diversa e far emergere nuove verità.

 

15/12/2010

Prioreschi: "L'Inter ha reiterato la violazione dell'art. 1". Nel corso della puntata di "Signora Mia", andata in onda ieri sera, è stata posta dal pubblico a casa la domanda se vale la prescrizione per la violazione dell'art. 1 da parte dell'Inter per le sue telefonate fatte riemergere dai consulenti di Moggi, alla quale l'avvocato Prioreschi ha risposto: "Io lascio il campo ai miei colleghi che nel collegio difensivo si occupano di giustizia sportiva. A mio parere, però, non c'è la prescrizione, perché la violazione dell'art. 1 è stata reiterata ogni giorno, dal 2006 fino a quando non sono uscite le loro telefonate". L'avvocato ha spiegato che nel 2006, appena scoppiato lo scandalo, i dirigenti interisti sapevano che anche loro telefonavano e sono stati zitti, poi gli hanno assegnato lo scudetto e sono stati zitti. Prioreschi ha concluso "Pertanto, visto che l'art. 1 parla di lealtà, a mio parere questo tacere da parte dei dirigenti interisti è andato contro la lealtà sportiva e reiterato la violazione dell'l'art. 1".
Nel corso della stessa puntata Massimo De Santis ha raccontato che un giorno, incontrando fortuitamente Penta, venne a sapere che non riuscivano a trovare nessuna telefonata di Facchetti incrociando il numero di utenza conosciuto, anche se lo stesso De Santis e Bergamo sostenevano di essere stati chiamati dall'allora presidente dell'Inter. De Santis ha rivelato che aveva ancora nella memoria del cellulare un numero di Facchetti e di averlo dato a Nicola Penta. Da quel momento, partendo da quel numero di utenza dato da De Santis, sono state ritrovate le intercettazioni portate a galla ad aprile
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